Carnevale e solidarietà

Da “ il risveglio popolare” del 9 gennaio 2014 a pag 7

IVREA- Il suggestivo suono dei pifferi e dei tamburi, la salita alla antica cappella dei Tre Re sul Monte Stella , l’offerta del Cero avvenuta in Cattedrale nella solennità dell’Epifania, alla presenza del vescovo ha dato avvio allo Storico Carnevale eporediese.

Definendosi “ un non eporediese di nascita, ma diventato eporediese per un misterioso disegno di Dio”,nell’omelia monsignor Cerrato ha detto di aver compreso che “il nostro Carnevale non è una carnevalata, è una rievocazione storica, nel gioioso tempo di Carnevale, rievocazione, anche gioiosa, ma di fatti storici carichi di significato che oggi, ancora-oggi,forse più che in passato hanno un messaggio da trasmettere al presente”. Un messaggio che il vescovo ha spiegato nei suoi punti essenziali:” La liberazione da tirannie :presenti sotto forme diverse in ogni epoca- anche nella nostra- e che uno sguardo attento permette di individuare, l’unità di popolo , a cui non può mancare , per essere vera, la solidarietà fra le persone e le categorie che lo compongono, la coraggiosa azione del trovare le soluzioni possibili ai problemi”. Sono valori da cui scaturisce un impegno: realizzare nel corso dell’anno , nei giorni e nelle situazioni in cui ci troviamo a vivere, quei valori che il Carnevale d’Ivrea proclama,quella coraggiosa ricerca di soluzioni possibili,con la fiducia e la speranza che si traducano in gesti.  Quelle soluzioni di cui ci parla Papa Francesco quando afferma : “Una delle tentazioni più serie che soffocano il fervoree l’audacia è il senso di sconfitta, che ci trasforma in pessimisti scontenti e disincantati dalla faccia scura. Nessuno può intraprendere una battaglia se in anticipo non confida pienamente nel trionfo. Anche se con la dolorosa consapevolezza delle proprie fragilità, bisogna andare avanti senza darsi per vinti” (“Evangeli gaudium”, n. 85).

Un’altra importante lezione che il Carnevale offre si riferisce alla solidarietà. “So che la manifestazione non ha mai trascurato questo aspetto- ha detto monsignor Cerrato-, ma la attuale situazione induce a dedicare alla solidarietà attenzione ancora maggiore. Numerose sono le organizzazioni, cattoliche e laiche ,impegnate a sostenere chi è nel bisogno: tra esse, con una operosità decisamente rilevante, spicca la Caritas diocesana: Sento di fare mio l’appello del suo direttore, ildiacono Emiliano Ricci, sempre alla ricerca di fondi per contribuire a far sì che la Caritas possa rispondere con più mezzi alle centinaia di persone che bussano alla porta”.

Da gennaio ad ottobre scorsi, la Caritas, in vari modi e con interventi di aiuto equivalenti a oltre 160 mila euro, sostenendo sul territorio diocesano il reddito di quasi 2mila famiglie, per un totale che sfiora i 6mila assistiti. Il tutto grazie al sostegno delle parrocchie, di alcuni enti e di numerosi singolie gruppi privati, alcuni dei quali riconducibili al Carnevale eporediese: è il caso degli arancieri “Tuchini” delBorghetto ( ne parliamo più diffusamente a parte) o del Carro degli “ Imperatori” , che ha devoluto alla Caritas il ricavato della vendita delle pitture del carro stesso che sono divenute 6mila euro in alimenti. “ Sono esempi di sensibilità che potrebbero diffondersi”ha concluso il vescovo, lanciando una proposta: “Anche un solo eurodato da ogni aranciere, a piedi o sul carro, consentirebbe di raccogliere una somma significativa e costituirebbe un gesto di ancor più alto valore “. Un modo bello di fare Carnevale.

d.r.f.

Il Risveglio  IVREA ALL’EPIFANIA IN DUOMO L’OFFERTA DEL CERO
” Un messaggio anche di solidarietà”