Caritas Migrantes 2016

 

Rapporto immigrazione 2016

RAPPORTO IMMIGRAZIONE 2016

Nella XXVIesima edizione del Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes – strumento culturale dedicato da oltre un quarto di secolo al fenomeno della immigrazione in Italia – abbiamo voluto concentrare l’attenzione sui giovani di origine non italiana raccontandoli, proprio come desidera fare il Santo Padre, in ciascuna delle realtà e condizioni da loro vissute. Un cammino quasi naturale rispetto allo scorso anno dove, trattando il tema della cultura dell’incontro, è stato normale trovare, in tutti i contesti in cui l’incontro avviene, proprio un giovane di nazionalità non italiana con cui dialogare. L’Italia di oggi e di domani o riuscirà ad essere diversa, capace cioè di nuovi incontri e relazioni, o rischierà di non avere futuro. L’incontro è la parola chiave che deve guidare le nostre comunità. Il modello è quello della “convivialità delle differenze” in cui soprattutto le nuove generazioni sono chiamate ad avere il ruolo di protagoniste. La qualità non solo della democrazia, ma anche della comunione ecclesiale si misura anche nella qualità della cittadinanza, come luogo di crescita del bene comune – da una parte – e della fraternità dall’altra.

L’ITALIA NELLA MOBILITÀ GLOBALE: FLUSSI, PRESENZE.

Nel 2015 sono 243,7 milioni le persone che nel mondo vivono in un paese diverso da quello d’origine. Dal 1990 al 2015, il numero delle persone che hanno lasciato il proprio paese d’origine è aumentato del 59,7%. Nel 2015, in totale, i migranti rappresentano il 3,3% dell’intera popolazione mondiale.

ITALIA, UN PAESE MULTICULTURALE

Cittadini non comunitari. I permessi di soggiorno

Al 1° gennaio 2016, con un aumento di sole 1.217 unità (+0,03%) rispetto alla stessa data del 2015, sono stati concessi 3.931.133 permessi di soggiorno, di cui il 48,7% riguarda le donne. Rispetto alla durata, il totale dei permessi si ripartisce tra 1.681.169 “con scadenza” (40,5%) e 2.338.435 “di lungo periodo” (59,5%).

Distinguendo i permessi nella loro totalità per paesi di cittadinanza, si nota che si distinguono maggiormente il Marocco (13,0%) seguito dall’Albania (12,3%), dalla Cina (8,5%) e dall’Ucraina (6,1%). Queste nazionalità nell’insieme arrivano a quasi il 40% del totale dei permessi di soggiorno rilasciati. Va altresì rilevato che le nazionalità con maggiori incidenze di lungo soggiornanti sono quelle presenti da più tempo in Italia, come l’Albania (71,1%), la Tunisia (70,8%) e il Marocco (68,2%).

Per quanto riguarda i permessi di soggiorno a termine è possibile distinguerli per motivo della richiesta. In questo caso, si conferma la prevalenza dei motivi di lavoro (42,0%) e di famiglia (41,5%). Va sottolineato che il terzo motivo per importanza è quello legato alla richiesta di asilo (9,7%) che, rispetto agli anni precedenti, ha sopravanzato il motivo dello studio.